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Dic

Le migliori università italiane secondo il Censis

È stato pubblicato il rapporto annuale dell’istituto Censis sulle Università, un importante supporto all’orientamento per gli studenti intenzionati ad iscriversi a una facoltà.  Il “Centro Studi Investimenti Sociali” ha stilato una classifica dei migliori atenei, suddividendoli in base alla quantità di studenti ospitati. L’analisi tiene conto anche della divisione tra atenei statali e non statali. In generale, il rapporto si mostra ottimista riguardo il futuro delle università italiane. Capaci di resistere all’urto della pandemia, tutti gli atenei sono stati reattivi nel predisporre la didattica a distanza. Dopo una sola settimana dall’inizio del lockdown, già 42 università su un totale di 61 riuscivano a garantire le lezioni online alla maggior parte degli studenti. La classifica tiene conto di vari parametri, come la qualità delle strutture, i servizi, l’internazionalità, la comunicazione e il livello di digitalizzazione.

La classifica

Tra i “mega atenei” statali, con oltre 40.000 iscritti, si conferma al primo posto l’Università di Bologna con un punteggio di 91,5 punti seguita da Padova, Firenze e da “La Sapienza” di Roma. Perde due posizioni invece l’Università di Torino superata da Pisa e dalla Statale di Milano. Gli atenei di Bari e Catania precedono la Federico II di Napoli, che si piazza all’ultimo posto con un punteggio di 72,7 punti. Tra i “grandi atenei”, nella fascia 20.000-40.000 iscritti, ad ottenere il primo posto è l’Università di Perugia (92,7 punti). Fa un balzo in avanti Pavia, che passa dal quarto al secondo posto. Percorso opposto invece per l’Università della Calabria, che cede il posto anche a Parma. In fondo alla classifica troviamo infine l’Università della Campania con un punteggio di 78,5 e l’Università di Messina con 3 punti in meno dell’ateneo casertano.

L’Università di Trento raggiunge i 98 punti, consolidandosi al vertice tra gli “atenei medi” (10.000-20.000). Poco distanti le Università di Sassari (96 punti) e Siena (94.8 punti). Situazione opposta per L’Orientale e la Parthenope di Napoli, rispettivamente terzultima e penultima. A chiudere il gruppo è l’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro. Per i “piccoli atenei”, con un numero di iscritti inferiore a 10.000, a guidare la classifica è l’Unicam di Camerino. Guadagna quattro posizioni l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Seguono gli atenei di Foggia, Teramo e dell’Insubria. Terzultima si piazza l’Università del Cassino e del Lazio Meridionale, precedendo le Università del Sannio e del Molise.

Discorso a parte per quanto riguarda le classifiche dei politecnici e degli atenei privati. Nella prima categoria domina il Politecnico di Milano, seguito da Venezia, Torino e Bari. Per le Università non statali l’istituto Censis opta per una nuova divisione tra grandi, medi e piccoli atenei. La Bocconi precede la Cattolica tra le università con più di 10.000 iscritti. Per la categoria di mezzo, con iscritti tra 5.000 e 10.000, al primo posto si colloca la Luiss, seguita da Lumsa e Iulm. Tra i piccoli atenei privati ottiene il punteggio più alto la Libera Università di Bolzano.

La classifica per facoltà

Per quanto riguarda le principali facoltà, la classifica non tiene conto delle differenze nel numero di iscritti, ma mantiene la distinzione tra atenei statali e non statali. Tra le università statali, per la facoltà di Giurisprudenza la Piemonte Orientale si piazza al primo posto con un punteggio di 100,5, principalmente dovuto ai rapporti internazionali che garantisce. Al secondo posto c’è l’Università di Trento, seguita da Milano Bicocca. Quest’ultima occupa il primo posto per la facoltà di Medicina, seguita da Pavia e Bologna. A Ferrara spetta il primo posto per la classifica dedicata ad Architettura e Ingegneria Civile, mentre concludono il podio Sassari e Venezia con i rispettivi punteggi di 101 e 99. Più staccato il Politecnico di Milano con 92,5 punti.

Tra gli atenei non statali domina la Bocconi per giurisprudenza, con un punteggio di 109,5. Dietro l’università milanese, la Luiss con 103,5 e la Liuc Cattaneo con 95 punti. Non cambia il primo posto per la facoltà d’Economia, mentre il secondo posto viene occupato dall’Università di Bolzano. Per Medicina è la Milano San Raffaele ad occupare il primo posto, seguita dalla Cattolica a 14 punti di differenza.

Il rapporto, pubblicato a inizio luglio, metteva in guardia rispetto al rischio di un calo delle immatricolazioni. Dal 2003 al 2014 il trend dei nuovi studenti è stato costantemente negativo. Le iscrizioni avevano subito una forte flessione, passando dalle 338.000 del 2003 ai 270.000 del 2014. Negli ultimi sei anni c’è stata una forte inversione di tendenza, con una crescita esponenziale di nuove matricole. Anche quest’anno, nonostante i timori del Censis, è continuata la crescita. Come infatti affermato dal ministro dell’università Manfredi, le nuove matricole sono ulteriormente aumentate del 7% rispetto agli anni passati. Nonostante l’anno difficile, una boccata d’ossigeno per le università.

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