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12
Feb

Erasmus+, sempre più studenti partecipano al programma

Tra le numerose esperienze che la vita universitaria offre, quella più affascinante e ambita è sicuramente l’Erasmus. D’altronde, partire verso un altro paese e conoscere culture e lingue diverse garantisce una crescita personale e formativa che poche altre attività riescono ad offrire. Studiare un periodo di tempo all’estero offre inoltre una sensazione unica: quella di sentirsi parte di qualcosa più grande di una semplice scuola o ateneo, ma di una vera e propria comunità che travalica i confini sia fisici che mentali. Allo stesso tempo, quelli che potrebbero essere ostacoli insormontabili, come la lingua o una cultura troppo diversa, diventano spesso punti di forza del rapporto che si crea tra due studenti di origine diversa. Per questo motivo, negli anni, il numero di partecipanti al progetto Erasmus è cresciuto a dismisura, nonostante varie difficoltà e una pandemia in corso.

I dati

Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia Erasmus+ Indire, nel periodo 2014-2020 i partecipanti al progetto Erasmus+ sono stati ben 242.000 studenti e circa 22.700 insegnanti, segnalando un ingente crescita. L’agenzia, nella propria ricerca, ha stilato anche l’identikit dello studente Erasmus italiano, il quale ha un’età media di 23 anni, nel 59% dei casi si tratta di una studentessa e con la Spagna che è diventata meta preferita, sia per lungo periodo che per quello breve.

L’Italia è, inoltre, al terzo posto a livello europeo, dopo Spagna e Francia, come paese scelto dagli studenti per trascorrere i propri mesi di studio all’estero. La ricerca ha poi individuato le prime cinque università italiane per studenti partecipanti al programma: in prima posizione si piazza l’Università di Bologna, seguita da Padova, dall’Università La Sapienza di Roma, da Torino e infine dalla Federico II di Napoli. La Lombardia è la regione con più studenti in mobilità Erasmus, seguita da Emilia-Romagna, Lazio, Veneto, Campania e Toscana.

Il futuro

Il successo del programma ha spinto l’Unione Europea a pensare ad uno stanziamento di altri 26 miliardi di euro per il periodo compreso tra il 2021 e il 2027. I fondi, dunque, verrebbero quasi raddoppiati rispetto al periodo precedente, a conferma della fiducia riposta dalle istituzioni europee nei confronti del programma. L’obiettivo è quello di far sì che non sia raddoppiata solo la spesa, ma anche il numero di studenti partecipanti, raggiungendo le 20 milioni di persone mobilitate. Lo stanziamento ufficiale, tuttavia, non è ancora arrivato, in quanto dipende dalle trattative del MEF, il Multiannual Financial Framework.

Nel nuovo periodo dell’Erasmus+ si ambisce, inoltre, a raggiungere persone di ogni estrazione sociale, tentando di allargare la platea anche ad organizzazioni più piccole. Oltre a ciò, l’intento è quello di consolidare e aumentare i rapporti con paesi al di fuori dell’Europa, espandendo la zona in cui il programma è attivo. Il nuovo Erasmus+ non può poi prescindere dalla strada green intrapresa dall’Europa: a tal fine le nuove mobilità coinvolgeranno sempre più i settori ecologici, con un occhio di riguardo agli ambiti di studio che tratteranno di clima, energie rinnovabili o intelligenza artificiale.

L’impatto sul lavoro

Vivere un esperienza di studio o lavoro all’estero permette di ampliare le proprie competenze e le proprie conoscenze. Elemento che, ovviamente, si riflette nelle opportunità lavorative, con imprese e aziende che sono ben consapevoli dell’importanza dell’Erasmus. Secondo un’indagine del Sole24Ore, rivolta ai responsabili risorse umane di diverse aziende, quasi il 78% afferma di preferire, a parità di titoli e meriti, chi ha svolto un periodo di studio all’estero.

Così come uno studente Erasmus ha il 73% di possibilità in più di occupare posizioni di rilievo, con una differenza salariale di quasi 1200 euro con chi non ha partecipato a programmi del genere. Ancora, tra chi ha svolto un tirocinio all’estero circa il 33% viene poi assunto dall’azienda ospitante. Un motivo in più per pensare ad un’esperienza di studio all’estero.

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